venerdì, 30 marzo 2007

Sinistra Critica non partecipa ai lavori di Carrara.

Foto testata

"Non è tempo di scissioni. Ma, così come Mussi dichiara di non entrare nel Partito Democratico, così noi non entreremo nel cantiere socialista, né nella Sinistra Europea. Aspettiamo ancora di fare la Rifondazione Comunista". Il portavoce di Sinistra Critica Salvatore Cannavò annuncia  la non partecipazione dell'area di minoranza alla conferenza nazionale di organizzazione in corso a Carrara, si autosospende dalla direzione nazionale e dal gruppo parlamentare, torna ad esprimere "disagio" per la vicenda Turigliatto. "Domani - dice in conferenza stampa a Carrara con Gigi Malabarba - il nostro leader dei Giovani Danilo Corradi leggerà un intervento di Franco all'assemblea".

"Ci sono due anime nel partito della Rifondazione Comunista", sostiene Cannavò, "una è un cantiere in chiave di apparati. Noi pensiamo di mantenere in vita la Rifondazione del '98, legata ai movimenti e non alle istituzioni, intendiamo fare l'opposizione sociale al governo Prodi". Dunque, se ieri ha votato la fiducia sulle liberalizzazioni, Turigliatto non voterà quelle eventuali su un "Bersani-due, sul ddl Lanzillotta, sulla riforma delle pensioni".

Intanto, in assemblea, il resto del partito si analizza, si scompone e mette sott'accusa tutte le sue negatività per poterle ricomporre positivamente. Il segretario nazionale del Prc Franco Giordano si dice "dispiaciuto e amareggiato" per l'atteggiamento di Sinistra Critica. E' "autoreferenziale e di solitudine" commenta parlando con i cronisti. "Emerge sempre con più evidenza - aggiunge - la non  volontà di mettersi in relazione con il partito". Ed in particolare su Salvatore Cannavò il segretario sottolinea il fatto che "non solo non ha votato il decreto sull'Afghanistan, ma per due volte non ha votato la fiducia, non ha votato il decreto fiscale e la Finanziaria. Ha deciso - conclude Giordano - di far valere il suo dissenso sottraendosi ad un confronto democratico".

Sinistra Critica annuncia la sua partecipazione al 'Globalmeeting' di domenica prossima a Venezia e lancia un appuntamento per il 15 aprile: assemblea al Centro Frentani a Roma con la "'Rete 28 aprile' di Cremaschi, i Cobas, Vauro Chiesa, Bulgarelli e Rossi  per discutere di 'opposizione sociale'".

"Il nostro partito da sempre ha detto di non potersi esaurire in una esperienza di governo", afferma Franco Giordano. "La nostra politica - continua il segretario - non può esaurirsi in una presenza istituzionale e di governo perchè la nostra impostazione è quella di cambiare la società". Precisa poi il leader del Prc: "Il governo è un mezzo e mai un fine" . E' proprio questa caratteristica del Prc che, secondo Giordano, fa "la differenza rispetto alle altre forze della sinistra".

Carrara, 30 marzo 2007
 http://home.rifondazione.it/dettaglio_01.php?id=1539
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categoria: politica, comunismo, partito
giovedì, 29 marzo 2007

USA, I VETERANI PER LA PACE CON ROSSI E TURIGLIATTO

Una bella lettera di sostegno a Turigliatto e Rossi inviata da una delle "istituzioni" storiche della lotta alla guerra negli Stati Uniti: i Veterani per la pace, coloro che dissero no alla guerra già al tempo del Vietnam

Cari amici,

Recentemente abbiamo ricevuto notizie del voto nel Parlamento Italiano riguardo la continuazione della partecipazione del paese all’occupazione dell’Afghanistan, e della decisione di due deputati, Franco Turigliatto e Ferdinando Rossi, di privare del loro appoggio il governo del centro-sinistra in questo voto. Abbiamo inoltre sentito che la loro azione non è stata approvata da molti all’interno del movimento contro la guerra. Siamo venuti a conoscenza del fatto che, a causa della loro decisione, sono stati considerati responsabili della quasi caduta del governo, e che sono stati attaccati da molti che avevano preso parte alle mobilitazioni contro la guerra negli ultimi tempi. Abbiamo, infine, saputo che Franco Turigliatto è stato accusato dal proprio partito, Rifondazione Comunista, di aver leso l’immagine dell’organizzazione, e per questo allontanato, sostanzialmente espulso, dal partito stesso per due anni.

In quanto veterani delle guerre che gli Stati Uniti hanno scatenato in tutto il mondo da più di mezzo secolo, vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Franco Turigliatto e Ferdinando Rossi in opposizione alla guerra in Afghanistan, e il nostro rammarico nei confronti di quanti nel movimento contro la guerra non appoggiano a sufficienza quei pochi nel Parlamento Italiano che hanno il coraggio di opposi ad un governo guerrafondaio.
Abbiamo provato in prima persona l’orrore della guerra e abbiamo tanta esperienza di politici che si assicuravano che il miglior modo per fermare la guerra fosse lasciare le decisioni importanti alle discussioni nei luoghi istituzionali le quali, ci promettevano, avrebbero, nei tempi dovuti, ottenuto dei risultati, illuminando i guerrafondai. Abbiamo visto morire molti dei nostri compagni mentre aspettavamo che i politici decidessero di riportare le truppe a casa.

Riteniamo che l’unico modo per fermare la guerra sia che la gente si alzi in piedi e resista. Se questa resistenza inizia anche solo da uno o due donne o uomini, isolati e coraggiosi, allora costoro meritano il nostro sostegno. La guerra in Vietnam è stata fermata da una convergenza tra il popolo vietmita che ha resistito, il movimento che ha manifestato nelle piazze e noi soldati che abbiamo rifiutato di continuare a far parte della macchina di guerra. Se fossimo rimasti fermi ad aspettare un regalo da governi “progressisti”, ci troveremmo tuttora in quel paese, e il suo popolo sarebbe ancora sotto occupazione militare statunitense.

Esprimiamo il nostro pieno sostegno e saluti calorosi a Franco Turigliatto e Ferdinando Rossi

Micheal Uhl

A nome del Consiglio Direttivo dei Veterani per la Pace

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mercoledì, 28 marzo 2007

IL SENATO DICE SI ALLA GUERRA, TURIGLIATTO VOTA CONTRO

Il Senato approva con 180 voti a favore 2 contrari e 132 astensioni la proroga delle missioni militare all'estero, tra cui l'Afghanistan. L'Udc con i suoi venti senatori si è aggiunta ai 160 voti della maggioranza a cui sono mancati il voto contrario di Turigliatto - unico parlamentare della sinistra a votare contro - e la non partecipazione al voto di Rossi e Bulgarelli. Un voto contrario anche dalla destra con il democrastiano Rotondi mentre il senatore del Mpa, il movimento autonomista di Raffaele Lombardo, è uscito dall'aula al momento del voto. Anche Andreotti non ha partecipato alla votazione mentre a favore del provvedimento si sono espressi quattro senatori a vita: Levi Montalcini, Colombo, Scalfaro e Ciampi.
La spallata di Berlusconi non è riuscita ma l'Unione ha iniziato una manovra di allargamento al centro che potrebbe avere conseguenze molto pesanti. Pubblichiamo di seguito la dichiarazione di voto di Franco Turigliatto

NON VOTO LA GUERRA, LIBERATE GLI UOMINI DI EMERGENCY

Signor Presidente,

come da tempo annunciato NON VOTERO’ il decreto sulle missioni militari, il cui capitolo principale è il sostegno alla guerra in Afghanista, che – indipendentemente dalle furbizie parlamentari – trova, non a caso , il pieno sostegno delle destre che quella politica di morte hanno avviato.

Politica di morte e di distruzione per ridurre quel paese all’età della pietra, come disse il presidente Bush, dal cui comando dipendono oggi le truppe della NATO e dell’Italia.

Com’è sempre  stato evidente, regole d’ ingaggio umanitarie e differenziate da quelle americane in un teatro di guerra sono una contraddizione in termini: siamo un Afghanistan per ammazzare e per farci ammazzare.

La situazione per il nostro paese è ormai compromessa. Siamo percepiti come occupanti e l’escalation militare in corso rappresenta una via di non ritorno.

Solo il ritiro del nostro contingente può far svolgere all’Italia un ruolo di pace e rendere credibile la proposta di una Conferenza internazionale, altrimenti è pura ipocrisia e mera copertura della guerra.

Non voto con la destra nessuno degli ordini del giorno che incrementano la presenza bellica dell’Italia: la posizione che qui esprimo sul decreto è la più lontana - abissalmente più lontana – da quella della destra.

Davanti alle nostre coscienze nessuna furbizia è possibile. In questo sono confortato dal pieno sostegno al mio voto parlamentare dall’associazione dei veterani di guerra americani del Vietnam e dell’Iraq: segno che la sensibilità per la pace sta crescendo anche negli Stati Uniti.

Signor Presidente, non c’è ragione alcuna né politica né numerica per una crisi di governo. Come già affermai un mese fa resta il mio appoggio esterno al governo e confermo che di volta in volta deciderò le convergenze possibili.

Da ultimo faccia ogni sforzo il governo italiano per restituire ai loro cari l’interprete di Daniele Mastrogiacomo e il mediatore di Emergency, che ha acconsentito la liberazione del giornalista. Ai lutti dovuti al “fuoco amico” in analoghe circostanze non vorremmo che si aggiungessero quelli della “galera amica”.

FRANCO TURIGLIATTO

                                                                                                    SINISTRA CRITICA

 

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lunedì, 26 marzo 2007

giorno inFausto...

_67818_italydemo_bertinottiAl grido di 'buffone' 'guerrafondaio' e 'assassino' una sessantina di studenti del Coordinamento dei collettivi ha contestato il presidente della Camera Fausto Bertinotti all'universita' 'La Sapienza' di Roma. La protesta, in polemica con il rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan, e' scattata all'ingresso br_bertinottidella facolta' di Lettere, dove la terza carica dello Stato era attesa per un convegno sulle favelas.  Alle contestazioni del gruppo di studenti di sinistra, Bertinotti ha replicato con un ''Buffone sei tu, se dici cosi'. Chiedimi scusa''. Oltre ai fischi e agli insulti, anche volantini e striscioni a corredare la protesta . ''La Camera vota la guerra in Afghanistan, giorno inFausto'', si legge su uno striscione appeso all'ingresso della Facolta'. Dal mondo politico e' arrivata immediata la solidarieta' al presidente Bertinotti. "Fischi e insulti sono davvero un pessimo esempio di analfabetismo istituzionale'', ha detto l'esponente della Margherita Renzo Lusetti. Per il segretario della Dc Gianfranco Rotondi si tratta di una ''contestazione inaccettabile per il ruolo istituzionale di Bertinotti, ed ingiusta per la sua storia personale, per i valori e gli impegni per la pace che Bertinotti ha sempre testimoniato''.

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categoria: politica
domenica, 25 marzo 2007

sono comunista...

sono comunista perché i comunisti sono come i marziani.
qualcuno dice che i marziani sono una civiltà superiore, come i comunisti.
qualcun altro dice che i marziani sono dei criminali assassini che distruggeranno il mondo, come i comunisti.
ma tutti sanno che i marziani non esistono, che i marziani sono un'invenzione letteraria, una meravigliosa storia di fantascienza. appunto come il comunismo

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categoria: comunismo
giovedì, 22 marzo 2007

Qualcuno era comunista...

Liberamente ispirato dalla canzone di Giorgio Gaber e dal post del compagno Andrea Oleandri [www.andreaoleandri.splinder.com], ma soprattutto è una risposta a tutti quelli che in questo difficile periodo della mia vita politica e la conseguente uscita dal pdci per aderire ad una minoranza di rifondazione, e ci tengo a specificare "una minoranza" (sinistra critica), hanno sparato sentenze, addirittura accusandomi di non essere più comunista. Ed io vorrei rispondere così:

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia

Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio il papà……..la mamma no…

Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia e il comunismo come il paradiso terrestre

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo

Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica…

Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche…..lo esigevano tutti

Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto

Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto

Qualcuno era comunista perché prima…era fascista           

 

Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano…ma lontano…

 

Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona

Qualcuno era comunista perché Andreotti...non era una brava persona

Qualcuno era comunista perché era ricco…ma amava il popolo

Qualcuno era comunista perchè beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari

Qualcuno era comunista perché era cosi ateo che aveva bisogno in un'altra chiesa

Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai, che voleva essere uno di loro

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio

Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio

Qualcuno era comunista perché la rivoluzione: oggi no, domani forse…ma dopodomani sicuramente

Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato e la lotta di classe cazzo

Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre

Qualcuno era comunista perché guardava solo rai tre

Qualcuno era comunista per moda

Qualcuno per principio

Qualcuno per frustrazione

Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto

Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini

Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico col vangelo secondo

Lenin

Qualcuno era comunista perché era convinto di aver dietro di se la classe operaia

Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri

Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista

Qualcuno era comunista malgrado ci fosse…

Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio

Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d’Europa

Qualcuno era comunista perché lo stato peggio che da noi…solo l’Uganda

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di 40 anni di governi democristiani incapaci e mafiosi

Qualcuno era comunista perché piazza fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus,

 Ustica ecc. ecc. ecc.

Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista

Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia

Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro

Qualcuno era comunista perché sognava una liberta diversa da quella americana

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita…si…

Si, qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una, da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra un senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita…no…

No, niente rimpianti, anche allora forse molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.. e ora? E anche ora ci si sente come in due…da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si era rattrappito….

DUE MISERIE IN UN CORPO SOLO!

Ma alla fine qualcuno era, anzi è comunista, perché nonostante il grande partito comunista non c’è più e il muro è caduto, sente ancora il peso della storia sulle spalle, perché ha ancora le palle per continuare a lottare, perché ha il coraggio di prendere delle decisioni, perché è ancora capace di guardare là dove gli altri non sanno guardare, perché non ce l’ha fa più a sopportare questa schifosa società e ha troppo voglia di cambiarla. Qualcuno è comunista (cioè io) che si sente tale aldilà di ogni masturbazione mentale (comunista del pdci, rifondaiolo, troskista eccetera eccetera…) e fregandosene delle sentenze altrui continua a lottare perché un altro mondo non è solo possibile, ma necessario e bisogna realizzarlo al più presto. Qualcuno è comunista…ed io lo sono,senza se e senza ma! Ma chi dà sentenze sul mio essere comunista lo è veramente??? E chissà! La storia giudicherà

                                                                                                                 

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categoria: comunismo
martedì, 20 marzo 2007

100 PASSI CONTRO LE MAFIE

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La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie: E’ questa l’occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno.
Quest’anno in continuità con le altre edizioni ma anche con “Contromafie” i primi stati generali dell’antimafia di novembre scorso, il 21 marzo 2007 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l’illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.

MANIFESTAZIONE PROVINCIALE MERCOLEDì 21 MARZO 2007. CONCENTRAMENTO A P.ZZA D'ARMI (TRIBUNALE) ORE 9:15. CORTEO VERSO P.ZZA DEL POPOLO

RIFONDAZIONE COMUNISTA-SINISTRA EUROPEA        GIOVANI COMUNISTi/e

        circolo Ernesto ‘Che’ Guevara_AVELLINO

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venerdì, 16 marzo 2007

Napoli, riprende guerra di camorra

Riprende la guerra di camorra a Napoli. E' stato un mercoledì di sangue: tre omicidi in poco più di sei ore. I primi due agguati sono avvenuti a Secondigliano: sotto i colpi del killer un 34enne e un 36enne entrambi conosciuti alle forze dell'ordine. L'ultimo a Napoli dove è stato freddato Ciro Giuliano, "o barone" , appartenente alla nota famiglia di Forcella. Sale così a 22 il numero dei morti ammazzati nel 2007. Intorno alle ore 13, nel corso di un agguato a Secondigliano, quartiere a nord di Napoli erano stati uccisi dai killer Giuseppe Pica, di 34 anni e Francesco Cardillo, 36. Poi verso sera sotto i colpi  dei killer è caduto  Ciro Giuliano, appartenente alla nota famiglia e cugino del boss Luigi che dal 2004 collabora con la giustizia. Giuliano è stato ucciso con un colpo alla testa.- E a Naoli la paura cresce. La guerra di camorra pare sia sempre più una realtà che torna. Basti pensare che i killer hanno già ucciso 7 volte nel solo mese di marzo. E mentre a Napoli si spara e al Viminale il ministo Amato incontra i sindaci delle città più grandi d'Italia per discutere di criminalità organizzata, io vorrei dedicare a questi signori, ma anche ai politici che troppe volte foraggiano la camorra la canzone di Fabrizio Moro che ha trionfato a Sanremo: Pensa

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
Di faide e di famiglie sparse come tante biglie
Su un'isola di sangue che fra tante meraviglie
Fra limoni e fra conchiglie massacra figli e figlie

Di una generazione costretta non guardare
A parlare a bassa voce a spegnere la luce
A commentare in pace ogni pallottola nell'aria
Ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
Con dedizione contro un'istituzione organizzata
Cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?

È nostra... la libertà di dire
Che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica, non solo musica...
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona...
A volte condanna a volte perdona...

Semplicemente pensa
Prima di sparare
Pensa
Prima di dire e di giudicare... prova a pensare...
Pensa che puoi decidere... tu
Resta un attimo soltanto... un attimo di più
Con la testa fra le mani

Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile... contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento

Pensa
Prima di sparare
Pensa
Prima di dire e di giudicare... prova a pensare
Pensa che puoi decidere... tu
Resta un attimo soltanto... un attimo di più
Con la testa fra le mani

Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione

Pensa
Prima di sparare
Pensa
Prima di dire e di giudicare... prova a pensare
Pensa che puoi decidere... tu
Resta un attimo soltanto... un attimo di più
Con la testa fra le mani...
Pensa...

Pensa che puoi decidere... tu
Resta un attimo soltanto... un attimo di più
Con la testa fra le mani...

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mercoledì, 14 marzo 2007

DICHIARAZIONE DI VOTO

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Voterò per Observer e invito tutti voi a fare altrettanto.
Per le seguenti ragioni:
  • Fanno dell’ottima satira che mi fa fare delle grasse risate e di questi tempi non è poco
  • Non stanno lì a pontificare, a giudicare, a produrre encicliche.
  • Sono intellettualmente onesti, cosa piuttosto rara.
  • Sono estremamente aperti e tolleranti.
  • Sono contro la base di Vicenza
  • Il loro profilo cita una frase di Martin Luther King: "Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti".

AL RINNOVO DELLA REDAZIONE DI KILOMBO VOTA E FAI VOTARE  THE OBSERVER

LE VOTAZIONI SONO APERTE FINO ALLE 24,00 DEL 18 MARZO

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martedì, 13 marzo 2007

G8. La Corte di Strasburgo dichiara ammissibile il ricorso della famiglia Giuliani.

La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha dichiarato ammissibile la richiesta di ricorso della famiglia Giuliani sul caso di Carlo Giuliani, il manifestante di 23 anni ucciso dai carabinieri durante le manifestazioni contro il G8 di Genova del 2001. La Corte deciderà sul merito del caso entro alcuni mesi (in generale da due a cinque, a seconda dei casi). La famiglia Giuliani (il padre di Carlo, Giuliano, la madre Heidi e la sorella Elena) hanno introdotto il ricorso nel giugno 2002, invocando l'articolo 2 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo (diritto alla vita). Secondo la famiglia, la morte di Carlo è stata causata da un uso eccessivo della forza (da parte dei carabinineri). I ricorrenti sostengono inoltre che l'organizzazione delle operazioni di mantenimento e di ristabilimento dell'ordine pubblico fossero inadeguate.

Un'altra accusa riguarda l'assenza di soccorso immediato al ragazzo (la Jeep dei carabinieri passó due volte sul suo corpo, dopo che era stato colpito da un proiettile alla testa), in violazione degli articoli 2 e 3 della Convenzione (proibizione dei trattamenti inumani).

La famiglia Giuliani invoca anche gli articoli 2 e 6 (diritto a un equo processo) e 13 (diritto a un'istanza effettiva di ricorso), puntando il dito contro il modo in cui sono state condotte le indagini. I ricorrenti sottolineano che sono stati ascoltati alcuni testimoni e gli alti responsabili delle forze di polizia.

Inoltre, segnalano che uno degli esperti nominati dal pubblico ministero - quello che sosterrà poi la tesi ufficialmente accettata del proiettile sparato in aria da un carabiniere, che ha colpito il ragazzo per essere stato deviato da un sasso lanciato da un manifestante - aveva pubblicato in precedenza un articolo favorevole alla tesi della legittima difesa. Infine, la famiglia Giuliani fa notare che, benchè l'inchiesta riguardasse le responsabilità di due carabinieri (quello che ha sparato e l'autore della Jeep), molte indagini sono state affidate agli stessi carabinieri.

MA LA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL G8 DOVE E' FINITA? PRODI GRAZIE ANCHE PER QUESTO

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